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Vendita: Ponte Nizza - Rustico / Casale frazione San Ponza, Ponte Nizza

Vecchissimo Rustico in pietra nel centro del borgo di San Ponzo (Ponte Nizza), a cavallo tra la valle Staffora e la Val di Nizza . Oltre all'abitazione principale nella proposta è compreso un locale di deposito/autorimessa. E' necessaria una ristrutturazione interna, i cui computi sono pronti da affinare con le esigenze specifichi degli interessati. Perfetta sia come abitazione principale o come casa stagionale. Un ora da Milano 35 min. da Pavia.S. Ponzo è un paesello che ebbe la ventura di sorgere accanto ad una chiesa, e di vivere tranquillo sotto il pastorale. Esso fu donato insieme a Cecima al Vescovo di Pavia (ved. Cecima). E' ricordato espressamente nella donazione fatta da Ottone I nel 957 (1). Non era cinto da mura né aveva castello; aveva però tre colombaie ancora esistenti. S. Ponzo era pieve. Nel 1229 ne era arciprete Balduino presente in Tortona all'istrumento di fondazione della casa degli Umiliati; questi era di nuovo teste in un istrumento compilato in Varzi nel 1245 (2). Questo arciprete doveva trovarsi abitualmente assente dalla sua pieve come tanti altri, perché leggesi il suo nome come teste in altri istrumenti; nel 1380 ne era arciprete Don Antonio Cristiano (3); nel 1405 Enrico De Barachi prevosto di S. Eufemia di Pavia domandava l'aiuto del braccio secolare a favore di Giacomo De Garazzi arciprete di S. Ponzo contro gli affittuari che non volevano pagarlo (4). Come fosse nel 1523 e nel 1672 l'abbiamo riferito nei cataloghi pubblicati nel II volume della storia generale. Foto: Chiesa di San Ponzo La parrocchia nel 1465 faceva 200 anime; nel 1820 ne faceva 261. La chiesa attuale benché non sia più la primitiva, e come tante altre antiche sia stata rimaneggiata, presenta caratteri di molta antichità, ed è assomigliantissima nelle mura esterne a quella di S. Alberto che è del secolo XI; è a tre navate con volta, lunga metri 28. La porta d'ingresso era preceduta da un vestibolo ordinato nella visita pastorale del 1593 “acciocchè si possa comodamente battezzare”. La qualcosa indica che allora parte della cerimonia del battesimo si eseguiva fuori della porta. Conservò il grande fonte battesimale che è una vasca cilindrica scavata in un masso di puddinga. E' in fondo alla chiesa in cornu epistolae. Assai probabilmente quella parte della chiesa doveva essere chiusa da muri, perché vi si accedeva per una porta esterna. Il campanile è in fondo alla navata dal lato del Vangelo. La chiesa nell'interno fu rimessa a nuovo pochi anni or sono. Titolare e patrono è S. Ponzo martire. Egli era (a quanto dicono quei del luogo) soldato della Legione Tebea, che per salvare la vita fuggì a Fortunago, ove convertì alla vera fede e alla vera religione molti di quei paesani, quindi si ritirò nella Val Staffora in un luogo selvoso provvisto di grotte. Riconosciuto per cristiano fu condannato a morte e decapitato fra Cecima e l'ora S. Ponzo. Dicono pure che quando era a Fortunago faceva il garzone da un contadino e che quivi fece scaturire un

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